Matteo Trentin
Matteo Trentin
luglio, 2014
TOUR DE FRANCE 2014: UNA GRANDE BOUCLE RICCA DI SODDISFAZIONI
Domenica sugli Champs-Élysées si è conclusa l’edizione 101 del Tour de

Domenica sugli Champs-Élysées si è conclusa l’edizione 101 del Tour de France, con la fantastica vittoria finale di Vincenzo Nibali. Gli italiani sono stati sicuramente protagonisti di questa Grande Boucle, con cinque vittorie di tappa ma anche con tantissimi km di fuga, fra tutti Alessandro De Marchi che è stato eletto corridore supercombattivo di questa edizione.
Dopo la vittoria di Lione dello scorso anno, non era facile ripetersi ma Matteo è riuscito a disputare un Tour de France molto più regolare, che gli ha permesso di ottenere risultati importanti. Oltre alla straordinaria vittoria di Nancy, infatti, è arrivato anche un terzo posto nell’11° tappa con arrivo a Oyonnax.
Questa settimana Matteo resterà in Belgio per allenarsi, prima di rientrare lunedì nella sua Borgo Valsugana per trascorrere qualche giorno con la sua famiglia.

“Non posso che essere soddisfatto per questo Tour de France, che mi ha regalato anche quest’anno un’altra importante vittoria,” dichiara Matteo a pochi giorni dalla fine della Grande Boucle. “Il mio Tour è stato molto più regolare rispetto allo scorso anno, dove invece ero calato nella parte finale. Per me e per la squadra è stata un’edizione positiva, con tre vittorie conquistate, anche se rimane il rammarico per la brutta caduta di Cav nella prima tappa.
Questa settimana sarò in Belgio ad allenarmi, prima di tornare in Italia lunedì e godermi finalmente qualche giorno di relax con la mia fidanzata e la mia famiglia.”


IL FINALE DI QUESTO TOUR DE FRANCE
Stasera la famiglia dell’Omega Pharma – Quick Step farà una

Stasera la famiglia dell’Omega Pharma – Quick Step farà una festa, dove saranno presenti anche le nostre mogli e le nostre fidanzate. Un’ultima esplosione di energia necessaria! Dopo più di quattro settimane insieme, se si include il periodo di allenamento, la squadra diventa la tua famiglia viaggiante. Si condivide una stanza con un altro ragazzo e si condivide un tavolo con otto-nove compagni di squadra. E’ naturale che ci si unisca. Naturalmente ci sono anche momenti di silenzio. Non è che non si abbia niente da dire, anzi, ma ogni tanto sei così dannatamente stanco che non hai tanta voglia di parlare. Ci sono stati un paio di giorni in questo Tour dove non appena sono entrato nella mia stanza, sono crollato sul letto. Il mio compagno di stanza Alessandro Petacchi ha fatto abbastanza grandi Giri per sapere che non ero scortese ma solo esausto.

E’ un operazione massiccia correre per una squadra di ciclismo al Tour, così una cena e una festa sono il modo migliore per sottolineare l’esperienza fatta, salutare le persone e inoltrarsi verso il futuro.

Il finale di questo Tour è stato diverso rispetto al 2013. Probabilmente a causa della collocazione delle tappe di montagna nella parte finale del Tour. Lo scorso anno abbiamo avuto una breve tappa di montagna al penultimo giorno a Annecy-Semnoz, il che significava che noi velocisti e passisti dovevamo rimanere super concertati per riuscire ad arrivare entro il tempo massimo. Quest’anno, la stessa cosa è successa in occasione della 18° tappa a Hautacam.

Non che il Tour fosse terminato del tutto. In realtà la mia ultima opportunità di fare qualcosa in questa Grande Boucle era la tappa di Bergerec un paio di giorni fa, ma avrei dovuto seguire la ruota di Ramunas Navardauskas, quando ha attaccato e vinto. Ma hey, forse il gruppo avrebbe dato la stessa libertà se i corridori in fuga fossero stati due… Chi lo sa? Quando quella tappa è finita, la mia mente era già balzata alle future opportunità in altre gare. E’ strano pensare alla prossima corsa quando si è ancora in competizione al Tour,  ma questa è la natura del cervello di un corridore – che pensa sempre alla prossima occasione.

Non mi mancherà  il Tour. Beh, non per ora almeno. E’ la stessa cosa che capita con le Classiche: ci si prepara e ci si allena in Primavera, preparando la corsa sul pavé di Arenberg o sul Koppenberg o qualsiasi altra cosa, ma quando poi l’hai disputata sei strizzato. Una volta che sono finite non si vuole pensare o parlare di esse fino al febbraio 2015 quando il ciclo ricomincia. Per un grande Tour è esattamente lo stesso.

E questo è tutto per il Tour di quest’anno. Il ciclismo non si ferma però. Domani (lunedì) correrò un criterium mentre a metà agosto sarò alla partenza dell’ Eneco Tour. Mi piacciono molto i criterium. Ne ho fatti un paio lo scorso anno e sono buoni per la mia carriera. Acquisisco un po’ di notorietà, guadagno bene e mi aiutano a “ricaricare” le gambe.

 

– Procycling Diary -


LA GRANDE NOVITA’ E L’ULTIMA SETTIMANA DI TOUR
Beh, la mia grande novità è avvenuta lontano dalle corse

Beh, la mia grande novità è avvenuta lontano dalle corse e la notizia che la mia ragazza è incinta è diventata pubblica. Naturalmente è stato bello ricevere i complimenti dei miei compagni… è stata un’altra cosa da festeggiare.

Abbiamo mantenuto la notizia per noi il più possibile, ma adesso era il momento giusto per farlo sapere alla gente. Non ci sono parole per descrivere quanto sono felice, naturalmente, ma un’altra cosa che mi ha colpito è la tranquillità con cui vivo questa cosa. Devo essere cresciuto.

Tornando alla gara, è bello vedere Vincenzo Nibali, il mio connazionale, che sta facendo molto bene in classifica generale ed è sulle prime pagine dei giornali. Noi italiani soffriamo di un compresso di inferiorità a volte. Guardiamo cosa fanno gli altri Paesi e diciamo a noi stessi che lo fanno meglio di noi italiani. Come in tutto lo sport, anche nel ciclismo questo aspetto è particolarmente grave. Questa cosa credo succeda quando si hanno grandi risultati e poi lentamente le vittorie diminuiscono. Noi non abbiamo vinto una grande classica per anni e non abbiamo un vincitore del Tour de France dal 1998, questo è demoralizzante a volte. Vincere quindi quattro tappe, come avvenuto fino adesso in questo Tour è un passo avanti, dobbiamo infatti tornare al 2003 per avere un’edizione in cui abbiamo vinto un maggior numero di tappe. Adoro questa sensazione e spero che Nibali riesca a portare la maglia gialla fino a Parigi, sarà fantastico. La cosa che mi auguro più di tutte però è che questo serva a rinvigorire l’interesse tra i ragazzi e a farli entusiasmare in sella alle loro biciclette. Questo sarebbe il miglior risultato, quindi auguro tutta la fortuna del mondo a Vincenzo.

Sto superando bene le difficoltà del Tour. Non ho corso molti grandi giri ma onestamente penso che questo sia parecchio tosto. Alcuni giorni, guardando la mappa si potrebbe coglierla come una buona opportunità per recuperare un po’ di energie, ma quando si arriva sulla strada è esattamente l’opposto.

Se qualcuno pensa che le montagne inizino sulle Alpi, stanno avendo una delusione. Andando verso la tappa di Chamrousse, direi che questa è la quinta tappa di montagna e credo che il resto del gruppo sia d’accordo. Le Vosges erano veramente dure. Su, giù, su giù tutto il giorno. L’unica cosa che so è che stanno arrivando le Alpi e avrò un grande conto da pagare.

Neanche il tempo ha aiutato. E’ strano: pensavo che questo fosse il Tour, ma piove più che al Giro d’Italia. Un paio di ragazzi del gruppo si sono ammalati e posso capirli: immaginate 200 ragazzi magri e pronti per l’estate, hanno invece corso come fosse Primavera. Magari è solo un colpo di tosse o un raffreddore ma non sarei sorpreso se  qualcuno abbandonasse la corsa nell’ultima settimana a causa di questi malanni.

Eppure c’è abbondanza nell’Omega Pharma – Quick-Step per guardare avanti. Michael Kwiatkowski per le tappe vallonate e Tony Martin per la  prova contro il tempo. Molto dipenderà anche da come l’Astana controllerà la corsa. Fino a questo momento non hanno lasciato molto spazio alle fughe e questo non ci favorisce, ma non si può mai sapere dove possono nascere delle opportunità.

 

– Procycling Diary –

 

 


MATTEO SUL TERZO GRADINO DEL PODIO A OYONNAX
Nella tappa odierna, l’undicesima di questo Tour de France, da Besançon

Nella tappa odierna, l’undicesima di questo Tour de France, da Besançon a Oyonnax, Matteo ha conquistato il terzo posto, alle spalle del vincitore Tony Gallopin (Lotto-Belisol) e a John Degenkolb (Giant-Shimano). La frazione è entrata nel vivo negli ultimi 50 Km, caratterizzati da quattro GPM e da numerosi scatti di campioni come Kwiatkowski, Sagan, Michael Rogers e Tony Gallopin. Proprio il corridore francese è stato bravo a scattare ai meno 2 Km dall’arrivo e a tenere fino al traguardo il ritorno del gruppo.

“Forse oggi avrei potuto fare meglio del terzo posto, ma queste sono le corse,” dichiara Matteo a fine gara. “Anche oggi abbiamo giocato le nostre carte, all’inizio con Bakelants poi Kwiato ha provato a uscire in discesa ma non ha funzionato. Oggi forse ci sono mancate un po’ le gambe per fare quello che avremo voluto. A 1 Km dal traguardo abbiamo capito che avremo potuto lottare solo per il secondo posto ma abbiamo dato comunque il massimo. Abbiamo lanciato lo sprint ai 220m dall’arrivo ma  Degenkolb oggi era più veloce di me. Ho fatto comunque del mio meglio e domani ci riproveremo senza dubbio.”


LA VITTORIA MIA E DELLA SQUADRA
Finalmente. Omega Pharma –Quick Step è di nuovo in movimento.

Finalmente. Omega Pharma –Quick Step è di nuovo in movimento. Dopo cinque giorni alla ricerca della vittoria l’abbiamo ottenuta. Cavendish è caduto, abbiamo provato con Mark Renshaw negli sprint e con Niki Terpestra sul pavè ma purtroppo non siamo stati fortunati. Dopo aver guardato la mappa, abbiamo pensato che la settima frazione sarebbe potuta essere ottima per me. La tappa però non era iniziata bene. Al mattino mi sembrava di essere dentro una scatola, avevo un terribile mal di testa e non c’entrava nulla l’ingresso nella terra dello champagne. Forse era stata una notte di cattivi pensieri o qualcosa del genere. A 150 Km dall’arrivo stavo ancora male. Sono anche tornato indietro alla macchina e ho detto a Brian Holm che era in ammiraglia che ero finito. Tagliando corto gli ho detto che se i ragazzi potevano vedere un’opportunità dovevano sfruttarla. Però il ciclismo è strano e km dopo km il mal di testa iniziava ad andare via, ho superato la prima salita e ho iniziato a pensare: ok forse ce la farò a sopravvivere dopo tutto. E’ vero che sono stato io a tagliare il traguardo per primo ma questa è stata una vera vittoria di squadra.

Lungo tutta la tappa fino alla fine, ho preso la scia dei miei compagni fino ai 200 metri finali. Non ho neanche alzato le braccia al cielo per celebrare la vittoria perché non pensavo nemmeno di avere vinto fino a quando non ho visto uno dello staff che veniva verso di me con un grande sorriso.

Quando si vince ci sono delle pratiche necessarie da fare, come le interviste ai media. Sapevo cosa aspettarmi dopo la vittoria dello scorso anno ma è divertente che ci siano venti diverse telecamere (40 quando un campione vince) e i giornalisti vogliono sapere tutti la stessa cosa. Si finisce per creare una video registrazione della tappa nella testa per poi riprodurla spontaneamente. Eppure mi piace molto, è un momento sotto i riflettori, qualcosa per cui sorridere ed essere un po’ orgogliosi.

Il Tour de France sta iniziando a farsi sentire sui nostri livelli di energia. Ora si tratta di cercare di gestire le proprie forze. Anche leggere qualcosa di pesante è fuori discussione. Sono arrivato al Tour con una rivista chiamata “Internazionale” che tratta notizie di attualità estere tradotte in italiano. Mi piace sapere che cosa succede nel resto del mondo ma ogni volta che apro la mia valigia e la vedo non la prendo neanche in mano. Sono sicuro che non sarà aperta in questo Tour.

Siamo abituati alla fatica della corsa e così cerchiamo di dormire ovunque sia possibile. Infatti ogni giorno c’ è un po’ di competizione dopo la gara  per mangiare un po’ del cibo lasciato nel bus e saltare sotto la doccia. Se sei uno dei primi tre, vinci un letto in fondo alla corriera. Ce ne sono solo tre e così gli altri cinque devono sedersi nei posti economici.

 

– Procycling Diary -


Il Tour de France è la corsa di Matteo. Dopo la straordinaria vittoria dello scorso anno a Lione, il nostro campione si è ripetuto oggi sul traguardo di Nancy, battendo al fotofinish Peter Sagan, in una volata a ranghi ristretti. Fantastico anche il lavoro del suo compagno Michal Kwiatkowski, che ha lanciato alla perfezione Matteo verso la sua seconda vittoria della carriera al Tour de France.

“Oggi ho vinto io ma questo è un successo di tutta la squadra,” dichiara Matteo subito dopo la fine della corsa. “In questo Tour il team ha sempre lavorato tantissimo, nelle tappe pianeggianti, ondulate e anche sul pavé. In questi giorni non avevamo avuto molto fortuna ma la vittoria di oggi ci ripaga di tutto il lavoro svolto. Appena tagliato il traguardo non sapevo di avere vinto e solo dalla radio mi hanno comunicato ufficialmente il risultato. Voglio ringraziare in particolare modo Kwiato che mi ha lanciato perfettamente nella volata finale ma in generale tutti i miei compagni che hanno lavorato tantissimo durante tutti i 234,5 Km odierni. Sono felice per questa vittoria soprattutto perché ripaga il grande lavoro svolto quest’anno. Per diverse settimane ho soggiornato infatti negli Stati Uniti, dopo l’Amgen Tour of California, per preparare nel migliore dei modi la seconda parte di stagione. Questo successo dimostra come i risultati prima o poi arrivano se si lavora sodo e con costanza.”


NELL’INFERNO DEL PAVE’ MATTEO SI PIAZZA NELLA TOP TEN FINALE
Grande prova del nostro Matteo nella 6° tappa del Tour

Grande prova del nostro Matteo nella 6° tappa del Tour De France da Arras  a Reims, una frazione condizionata dalla pioggia ma soprattutto da 7 tratti di pavè, gli stessi dove ad aprile, alla Parigi-Roubaix, trionfò il suo compagno di squadra Niki Terpstra. Matteo è stato protagonista per l’intera tappa e ha tagliato il traguardo in nona posizione, a 1’21 dal vincitore Lars Boom (Belkin-Pro Cycling Team), ma l’esito finale sarebbe potuto essere diverso se la sfortuna non ci avesse messo lo “zampino”.

“Oggi tutti erano nervosi in gruppo ,” dichiara Matteo. “La tappa era davvero dura ma tutta la squadra aveva lavorato benissimo e avevamo tutte le carte in regola per provare a lottare per la vittoria finale. All’ingresso del penultimo tratto di pavé io e Kwiatkowski eravamo nel gruppo di testa ma purtroppo Kwiato ha forato e qui sono finite le nostre speranze di vittoria. E’ davvero un peccato ma questo è il ciclismo. Nei prossimi giorni speriamo di essere più fortunati perché stiamo andando forte e tutta la squadra sta lavorando molto duramente.”

 


PARTENZA
Da corridore, pensi e speri sempre che la sfortuna non

Da corridore, pensi e speri sempre che la sfortuna non colpisca la tua squadra. Ieri però, è toccato a noi, quando Cavendish si è schiantato nel finale. Potreste pensare a un luogo peggiore per lui per cadere quest’anno? No, probabilmente non è possibile. Ovviamente è stato deludente per la squadra perché tutti erano convinti che potesse vincere. Mark era in super forma. Considerato che avevamo visto questa tappa come una grossa opportunità per la squadra, all’inizio è stato difficile guardare al futuro e l’atmosfera era piuttosto pesante.

Personalmente non ho visto l’incidente, ero circa 400 m dietro di lui e l’ultima cosa che ho notato di Cavendish era la sua alta frequenza di pedalata e sembrava stesse andando forte. Poi sono arrivato all’ultima curva e l’ho trovato disteso a terra ed era evidente che fosse dolorante.

Questo è il ciclismo. Le cose succedono e dobbiamo andare avanti. Ciò che non uccide fortifica, giusto? La squadra è così affiatata che superiamo gli ostacoli molto velocemente. Inoltre, se guardi questa team, ci sono molti corridori che possono vincere: Michał Kwiatkowski è pronto per i duri finali e per quanto riguarda gli sprint, chi scegliereste voi? Mark Renshaw o Alessandro Petacchi? Infatti se guardate le nostre divise di quest’anno ci sono questi piccoli adesivi a V che indicano quante vittorie di tappa al Tour de France ciascun corridore ha conquistato e le nostre messe assieme arrivano a 35, con cinque corridori che hanno contribuito a questo numero. Questo è speciale e da una forte idea della forza del Team Omega Pharma-Quick Step.

Quindi noi combattiamo!

Infatti la partenza è stata fantastica sotto il profilo delle emozioni. Il numero di persone che fiancheggiavano la strada era incredibile e pensare che erano stati lì in piedi per ore solo per vederci passare un secondo. Posso solo dire di essere onorato di tutto questo. Poi c’era il tifo, sulle salite, come  Cote du Buttertubs. I fans urlavano così tanto che in certi punti pensavo di diventare sordo. Comunque la cosa più bella è che tutti sembravano felici di vederci sulla strada. A volte la folla era così esaltata che ti domandavi se si sarebbe aperta in tempo per farti passare. Per me è stato tutto fantastico ed è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.

Che il Tour continui!

 

Procycling – Diary


MATTEO PEDALA SU BIKE CHANNEL
Il Tour de France è iniziato da pochi giorni e

Il Tour de France è iniziato da pochi giorni e oggi, al termine della terza tappa, il gruppo della maglia gialla lascerà l’Inghilterra per approdare in terra francese. Matteo però domani arriverà anche su Bike Channel, il canale televisivo dedicato completamente al mondo del ciclismo. Ma entriamo nel dettaglio. I tre video realizzati in questa stagione da Matteo hanno riscosso commenti molto positivi da tutti gli addetti ai lavori. Proprio per questo Bike Channel nelle giornate di domani e mercoledì e in orari diversi manderà in onda i tre video del nostro campione. Questi gli orari in cui potrete ripercorrere le fantastiche avventure di Matteo in California, al Lago Tahoe e alla vigilia della Grande Boucle.
Bike Channel è visibile a tutti gli abbonati Sky sul canale 214.

 

Programmazione:

– martedì 08 luglio alle ore 08.55 e 18.55:  “The Yellow Mania”

– martedì 08 luglio alle ore 20.10: “Lago Tahoe”

– martedì 08 luglio alle ore 20.40: “Tour of California”

– mercoledì 09 luglio alle ore 08.15: “Lago Tahoe”

– mercoledì 09 luglio alle ore 08.40: “Tour of California”

– mercoledì 09 luglio alle ore 14.55 “The Yellow Mania”

 

 


The yellow mania
Eccomi qui, un anno dopo, si parte sempre da un’isola

Eccomi qui, un anno dopo, si parte sempre da un’isola ma questa volta non é in terra francese… siamo in Inghilterra, Yorkshire.
Tutto é stato preparato alla perfezione: avvicinamento, materiale tecnico, macchine, bus.
Anche lo Yorkshire é pronto! Tutto ricorda il giallo del Tour: bandiere, magliette, striscioni e persino cartelli stradali!
Sembra di vivere il video, che assieme a Claudia, ho preparato per voi… tutto attorno a me diventa giallo!
Guardatelo, condividetelo e ditemi cosa ne pensate sulle mie pagine Facebook, Twitter e Youtube!!
Domani si parte!! 21 giorni a tutta!

Stay Tuned!