Matteo Trentin
Matteo Trentin
luglio 14th, 2014
LA VITTORIA MIA E DELLA SQUADRA
Finalmente. Omega Pharma –Quick Step è di nuovo in movimento.

Finalmente. Omega Pharma –Quick Step è di nuovo in movimento. Dopo cinque giorni alla ricerca della vittoria l’abbiamo ottenuta. Cavendish è caduto, abbiamo provato con Mark Renshaw negli sprint e con Niki Terpestra sul pavè ma purtroppo non siamo stati fortunati. Dopo aver guardato la mappa, abbiamo pensato che la settima frazione sarebbe potuta essere ottima per me. La tappa però non era iniziata bene. Al mattino mi sembrava di essere dentro una scatola, avevo un terribile mal di testa e non c’entrava nulla l’ingresso nella terra dello champagne. Forse era stata una notte di cattivi pensieri o qualcosa del genere. A 150 Km dall’arrivo stavo ancora male. Sono anche tornato indietro alla macchina e ho detto a Brian Holm che era in ammiraglia che ero finito. Tagliando corto gli ho detto che se i ragazzi potevano vedere un’opportunità dovevano sfruttarla. Però il ciclismo è strano e km dopo km il mal di testa iniziava ad andare via, ho superato la prima salita e ho iniziato a pensare: ok forse ce la farò a sopravvivere dopo tutto. E’ vero che sono stato io a tagliare il traguardo per primo ma questa è stata una vera vittoria di squadra.

Lungo tutta la tappa fino alla fine, ho preso la scia dei miei compagni fino ai 200 metri finali. Non ho neanche alzato le braccia al cielo per celebrare la vittoria perché non pensavo nemmeno di avere vinto fino a quando non ho visto uno dello staff che veniva verso di me con un grande sorriso.

Quando si vince ci sono delle pratiche necessarie da fare, come le interviste ai media. Sapevo cosa aspettarmi dopo la vittoria dello scorso anno ma è divertente che ci siano venti diverse telecamere (40 quando un campione vince) e i giornalisti vogliono sapere tutti la stessa cosa. Si finisce per creare una video registrazione della tappa nella testa per poi riprodurla spontaneamente. Eppure mi piace molto, è un momento sotto i riflettori, qualcosa per cui sorridere ed essere un po’ orgogliosi.

Il Tour de France sta iniziando a farsi sentire sui nostri livelli di energia. Ora si tratta di cercare di gestire le proprie forze. Anche leggere qualcosa di pesante è fuori discussione. Sono arrivato al Tour con una rivista chiamata “Internazionale” che tratta notizie di attualità estere tradotte in italiano. Mi piace sapere che cosa succede nel resto del mondo ma ogni volta che apro la mia valigia e la vedo non la prendo neanche in mano. Sono sicuro che non sarà aperta in questo Tour.

Siamo abituati alla fatica della corsa e così cerchiamo di dormire ovunque sia possibile. Infatti ogni giorno c’ è un po’ di competizione dopo la gara  per mangiare un po’ del cibo lasciato nel bus e saltare sotto la doccia. Se sei uno dei primi tre, vinci un letto in fondo alla corriera. Ce ne sono solo tre e così gli altri cinque devono sedersi nei posti economici.

 

– Procycling Diary -