Matteo Trentin
Matteo Trentin
ASPETTANDO IL MONDIALE, UN SALUTO DAL QATAR!
Ciao a tutti amici! Mi trovo dopo quasi una stagione

Ciao a tutti amici!
Mi trovo dopo quasi una stagione intera a condividere di nuovo qualche pensiero per voi e quest’oggi vi scrivo dal Qatar.
Domani sarà l’ultima gara stagionale, il campionato del mondo e per l’occasione naturalmente la mia divisa sarà quella della nazionale italiana. Si preannuncia più un’avventura che una corsa vera e propria: si inizia con 160 Km nel deserto con (a quanto sembra) il vento a mettere del condimento molto piccante per poi concludere gli ultimi 100 km in un circuito sulla carta molto semplice (ma in realtà pieno di insidie). Correre per l’Italia da sempre una grande emozione e farlo in un mondiale accentua questo sentimento all’ennesima potenza. Domani, per un giorno soltanto, i miei compagni abituali saranno avversari e gli avversari compagni… stessa lingua in camera, a tavola e nelle comunicazioni via radio. Che dire… non vedo l’ora di attaccare il numero, trovarmi alla partenza nella moltitudine di colori delle maglie delle nazionali, pedalare e soffrire, inseguendo un sogno…
E voi mi raccomando tifate! Domani la squadra si chiamerà ITALIA!


ETNA
03/03
Ed eccomi qui, sempre sull’aereo e sempre on the move.

Ed eccomi qui, sempre sull’aereo e sempre on the move.
Questa volta sto tornando da Catania, precisamente dall’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Immagino vi starete chiedendo cosa ci sia andato a fare su un vulcano in piena stagione.
Ebbene, quest’anno per la prima volta ho deciso di affrontare un ritiro in altitudine prima delle Classiche per provare a migliorare le mie performance nella prima parte della stagione. Oltre che un periodo di ritiro devo dire che é stato anche un periodo di scoperta di un luogo della nostra penisola dove non ero mai stato e che per certi versi mi ha sorpreso molto, con il paesaggio lunare del vulcano, la bellissima zona costiera e una campagna verdissima dove venivano coltivate frutta e verdura di ogni tipo!
Anche questa volta il pregiudizio veritiero del viaggiatore non si smentisce:
ITALIA = MANGIAR BENE.
I ragazzi al Rifugio Sapienza dove ho soggiornato mi hanno viziato e coccolato con piatti buonissimi della cucina siciliana e non solo… vista la mia buona forchetta é stata una lotta quotidiana tra me e la dieta :)
Gli allenamenti sono proseguiti spediti, aiutato anche dal meteo che mi ha regalato giornate primaverili con un bel sole e 20 gradi.
Ora un breve passaggio a casa per passare finalmente un po’ di tempo con la mia famiglia  e poi si ripartitirá per le gare… prima della lista una delle competizioni più belle e suggestive in assoluto: Strade Bianche… partenza e arrivo in Piazza del Campo a Siena.
Successivamente Tirreno-Adriatico, Milano Sanremo e quindi si volerá al Nord per le mie corse preferite…

Mi raccomando seguitemi sempre!

Matteo


SI RICOMINCIA RAGAZZI… A MAIORCA PARTE LA MIA NUOVA STAGIONE
Eccomi qui… di nuovo in viaggio per affrontare la nuova

Eccomi qui… di nuovo in viaggio per affrontare la nuova stagione. Questa volta non vi scrivo dal salotto di casa o dalla mia camera dell’hotel ma dall’aereo che mi sta portando a Maiorca, dove inizierò il mio 2016. Purtroppo (e per fortuna) tra allenamenti e il mio mestiere di papà, nel tempo libero io e la tecnologia ci siamo un po’ separati e quindi questo é il mio primo vero momento libero per potervi aggiornare su quanto fatto in questi mesi.

L’inverno é andato molto bene e sicuramente il clima (stranamente) mite ha aiutato tutti i ciclisti ad allenarsi con calma e tranquillitá senza dover sorbire le abituali gelate dei mesi di dicembre-gennaio.
Novitá novitá novitá…. di particolari non ce ne sono troppe ma una bella notizia sicuramente va sottolineata: le grandi aziende stanno tornando a investire nel ciclismo!

Nel nostro caso é salita a bordo LIDL, colosso della grande distribuzione con migliaia di supermercati in tutta Europa… una buonissima cosa per noi ma anche per tutto il movimento! Chissá che questi ingressi così illustri non facciano venir voglia anche ad altri signori di investire nel nostro mondo.

Domani si riattacca il numero e mi raccomando… ricordatevi che la maglia é cambiata rispetto agli anni scorsi! Se non mi vedete subito niente panico! Bisogna un po’ farci l’occhio.

In programma ci sono Maiorca, Dubai e per la prima volta uno stage in altura sul nostro vulcano, l’Etna, per allenarmi in vista delle gare che più mi piacciono.

In attesa di altre novità vi saluto! Io inizio a pedalare seriamente… voi seguitemi.


Matteo entra nella storia: il Ruban Jaune è suo
Matteo è entrato domenica nella storia del ciclismo conquistando la

Matteo è entrato domenica nella storia del ciclismo conquistando la Parigi-Tours, ma anche il Ruban Jaune. Ma di cosa si tratta nello specifico? Il Ruban Jaune è un premio ideato dal giornalista Francese Henri Desgrange, il padre fra l’altro del Tour De France, che voleva celebrare il ciclista detentore della velocità media più alta in una gara superiore ai 200 chilometri. Venne assegnato per la prima volta nel 1936 al ciclista belga Gustave Danneels, che percorse 251 chilometri proprio della Parigi Tours alla media oraria di 41.455. ll nome Ruban Jaune, letteralmente “Nastro Giallo”, venne scelto per analogia con un altro riconoscimento simile, il “Nastro Azzurro”, che veniva invece assegnato alla nave che percorreva più velocemente la traversata atlantica. Anche il colore giallo non è casuale, infatti rappresenta la tonalità della carta del quotidiano sportivo fondato proprio da Henri Desgrange, L’Auto.

Tra le frasi più celebri di Henri Desgrange c’è sicuramente quella pronunciata nel 1902 a proposito dei primi deragliatori che stavano nascendo in quel periodo: “Ritengo sempre che il cambio di velocità è per persone oltre i 45 anni. Non è meglio trionfare con la forza dei propri muscoli piuttosto che grazie all’artificio meccanico del deragliatore? Ci stiamo rammollendo, per me… datemi una bici a scatto fisso.”

Sarebbe interessante scoprire se nel corso degli anni la sua visione sul supporto meccanico cambiò, ma soprattutto se decise di istituire questo premio per tenere fede alla sua idea di ciclismo e fatica o se si rese conto che le prime tecnologie che stavano nascendo in quegli anni avrebbero rivoluzionato il mondo delle due ruote e agevolato così il lavoro dei ciclisti, consentendo loro di continuare a infrangere la velocità media oraria, uno dei record che non è mai passato di moda, come testimonia la storia recente.

Nel frattempo, in quasi ottant’anni sono stati dodici gli atleti che hanno ottenuto il prezioso Ruban Jaune. Domenica è stata la volta di Matteo, grazie al successo maturato alla Parigi-Tours percorsa in sole 4 ore, 39 minuti, 12 secondi all’incredibile media di 49.64 km/h.

“Sapevo che domenica eravamo andati veramente forte, ma non pensavo di riuscire a infrangere il record della velocità media oraria,” racconta Matteo. “Non mi stupisco che questo record sia stato infranto nove volte su dodici proprio alla Parigi-Tours, che grazie al suo percorso prettamente pianeggiante e al vento quasi sempre a favore consente di raggiungere velocità molto elevate. Nello specifico anche domenica si sono confermate tutte queste condizioni favorevoli, alle quali si è aggiunta anche la fuga di una trentina di atleti dopo pochi chilometri dal via, che ha indotto quindi tutti a mantenere una velocità costante per tutto il giorno. La corsa francese è stata la mia ultima gara per questa stagione, ora mi riposerò qualche settimana e andrò in ferie con la mia famiglia prima di iniziare a pensare al 2016.”


RICHMOND, E’ ORA
Ciao a tutti, Eccomi qui a scrivere un po di
Ciao a tutti,
Eccomi qui a scrivere un po di pensieri dalla mia stanza di albergo qui a Richmond su questa esperienza mondiale.
Sono negli USA già da una settimana ormai ma devo dire che questa trasferta ha un gusto diverso dalle altre… ha un gusto tutto italiano ed un colore tutto azzurro!
Essere in trasferta con la nazionale italiana è molto diverso che essere alle gare con la mia squadra prima di tutto per la lingua: mi fa ancora un po strano essere a tavola e parlare italiano ed essere attorniato da personale tutto italiano.
Seconda cosa il cibo… non me ne voglia nessuno ma sotto questo punto di vista non ci batte e nemmeno ci si avvicina qualcuno in tutto il mondo! Assaporare del parmigiano reggiano doc, prosciutto e bresaola a tavola ti da una marcia in più per affrontare tutte le fatiche che ci aspettano.
Altra cosa bella ed emozionante sarà indossare la maglia azzurra domenica a maggior ragione perché per noi del ciclismo è un’occasione e un privilegio: il mondiale si corre una volta ogni anno e molti di noi in una carriera intera la maglia della nazionale non sono mai riusciti ad indossarla, ad essere li anche solo alla partenza di un mondiale e a provare l’emozione di essere per un giorno il rappresentante della propria nazione. Per questo motivo penso che la maglia azzurra mi darà ( e ci darà) una grande carica per portare a casa il miglior risultato possibile!
Il percorso ci si addice con la sua parte di scorrimento facile e il suo finale tecnico… penso che ne vedremo delle belle!
Devo dire in ogni caso che se sono arrivato fino a qui, in america, alla partenza di un mondiale non è solo ed esclusivamente merito mio. Devo ringraziare come sempre alcune persone che mi seguono sempre e mi aiutano a fare al meglio tutto ciò che devo fare.
Primi su tutti sicuramente sono la mia fidanzata e mio figlio che mi supportano e mi sopportano tutti i giorni a casa o al telefono , che mi seguono sempre quando è possibile e che danno ai miei momenti ”off bike” una serenità impagabile.
Poi ci sono i miei 3 ds:
Tom Steels che mi segue nella preparazione e mi consiglia (devo dire indovinando spesso o sempre) la strada migliore da percorrere per raggiungere i miei obiettivi.
Il Brama che sa sempre quando sto bene e quando sto male e che se serve mi chiama anche 500 volte al giorno per tirarmi su di morale e motivarmi.
Ultimo ma non per importanza il mio guru Flavio… posso andare forte quanto voglio e sentirmi bene come non sono mai stato ma se non vado a fare un allenamento ”come dio comanda” dietro macchina con lui e sentire il suo tipico “ci siamo quasi” so che manca la cigliegina sulla torta.
Domani (per voi oggi) ultimo giorno di relax prima della corsa…controllolatina alle bici , pulita alle scarpe e poi siamo pronti..domenica si darà il 110% per portare la maglia azzurra il più in alto possibile.
Voi seguite…sognare non guasta mai
Matteo

DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Eccoci qui. Le classiche sono finite da un po’ e

Eccoci qui. Le classiche sono finite da un po’ e anche il mio periodo di riposo è giunto al termine.

Vi scrivo dalla California, dove siamo volati oggi con la squadra per prendere parte all’omonimo giro che partirà domenica prossima e che ci vedrà percorrere lo stato americano da Sacramento fino a Los Angeles durante gli otto giorni di corsa.

Non sono riuscito purtroppo a scrivervi prima un piccolo blog per aggiornarvi sulle varie vicissitudini avute durante le classiche ma prima faccio un salto nel passato ripartendo dalla mia caduta al giro dell’Oman: quello che sembrava solamente un’escoriazione al fondo schiena si è poi rivelata un po’ più complicata del previsto con dolori molto forti e conseguente stop di circa una settimana. Per questi problemi non ho potuto partecipare alla Parigi-Nizza e nemmeno alla Milano-Sanremo.

Nonostante ciò, grazie a lunghi e duri allenamenti, sono riuscito a sopperire alla mancanza di giorni di gara ed essere pronto al meglio per la partenza delle classiche. Purtroppo nonostante la condizione ottima sono incappato in una serie di eventi sfortunati che non mi hanno permesso di giocare le mie carte fino in fondo con una lista di cadute e guasti meccanici che mi hanno tolto dai giochi troppo presto o costretto ad inseguire continuamente.

Non voglio usarla come una scusa dato che non credo assoluamente nella sfortuna e sono fermamente convinto che ognuno è artefice della sua buona e cattiva sorte ma devo dire che questa volta sono stato sul punto di pensare di avere addosso una qualche maledizione.

In ogni caso, nonostante tutto, qualcosa di buono sono riuscito a portarlo a casa, con un podio nella E3 Harelbeke che inseguivo da un po’. A essere sincero non era esattamente il podio il mio obiettivo (quando si gareggia si corre per vincere), ma diciamo che sono finalmente riuscito a fare un piccolo passo in avanti, tenendo conto che nella volata per il terzo gradino del podio sono riuscito a battere degli ottimi avversari.

Ora torniamo al presente… dopo un po’ di riposo e la ripresa nelle ultime due settimane degli allenamenti è iniziata la mia seconda parte di stagione con l’obiettivo di migliorare quanto fatto lo scorso anno (il programma gare dovrebbe essere lo stesso) ed entrare nella squadra per il Tour de France.

Tutto riparte da qui, negli USA, dove vorrei tornare a settembre con nuovi obiettivi! Vedremo… intanto bisogna pedalare, lavorare e sudare! Nulla è regalato ma se si lavora bene i frutti prima o poi arrivano!

Ciao a tutti.

Matteo


GIA’ UNA VITTORIA , LA PIU’ GRANDE DI TUTTE
Quanti avvenimenti sono successi in questo ultimo periodo! Ma tra

Quanti avvenimenti sono successi in questo ultimo periodo! Ma tra le piccole cose e quelle poco importanti una è stata la più magica e bella di tutta la mia vita: mio figlio Giovanni è finalmente arrivato tra noi!
La  mamma sta bene anche se è stato un parto lungo e un po’ difficile ma ora tutto è a posto con Giovanni che sorride alla mamma, si attacca al suo seno per mangiare e poi (fortunatamente) fare la sua dormitina tra le sue braccia oppure nella sua culla.
Me lo avevano detto in tanti che sarebbe stato il giorno più emozionante della mia vita, ma come tutte  le cose che provocano emozioni forti, finché non ci sei dentro fino al collo non hai le idee tanto chiare di come arrivino queste emozioni e cosa vogliano dire. Aspettando l’arrivo del piccolo, fuori dalla sala parto, non posso dire di essere stato nervoso o in ansia ma la mia mente era solamente sospesa in un nulla… non riuscivo a formulare pensieri concreti, pensavo a come sarebbe stato il mio bambino, alla mamma, al taglio e al primo piantino, ma i pensieri erano come flash nella mia mente che entravano e se ne andavano (vuoi la stanchezza o una nervosismo che in realtà avevo dentro di me ma che cercavo in tutti i modi di estraniare).
E tutto è finito in un secondo: la porta si è aperta e sulla sua culletta è uscito Giovanni, questo scricciolo di 3.6 kg, occhi aperti per vedere il mondo, curioso si guardava in giro, senza piangere ma con un misto di incredulità e se vogliamo spavento verso questi colori, suoni, odori della vita che aveva probabilmente solo leggermente assimilato dalla pancia della mamma.
Lasciatemi spendere due parole su Claudia, la mia nuova leader nella classifica dei supereroi personali. Quando è iniziato il travaglio Andrea Ferrigato mi ha scritto un pensiero che diceva più o meno così: ”Trento ora capirai cosa vuol dire tener duro!! Guarda e ricordatelo!”
Beh direi che aveva pienamente ragione e Claudia è stata eccezionale! Non avrei mai pensato che si potesse sopportare tutto quel dolore e penso che questa esperienza ci legherà ancora di più! E penso che dopo aver visto lei potrò soffrire molto di più nella vita e nelle corse… senza lamentarmi più di tanto!
Comunque ora la vita continua, in casa saremo in 3 e non più in 2, con un piccolo leader che per un pò detterà i tempi del sonno e veglia ma che sono sicuro mi darà, anzi ci darà, tanta grinta in più per affrontare il nostro lavoro al meglio!
Mi perdonerete se oggi il ciclismo non ha avuto molto spazio ma ci sono cose al di sopra di tutto e questa penso sia la più importante, o meglio, la migliore di tutte.
Volevo anche ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini, le ostetriche dell’ospedale di Cavalese e di Trento, i nostri genitori, parenti e amici che ci sostenevano e la mia squadra che mi ha detto ”la famiglia prima di tutto” e mi ha lasciato tranquillo a casa con la mia Claudia ad aspettare Giovanni!

Ora si riparte con gli allenamenti, sempre sotto e sempre con la mente verso le gare.

Con un piccolo tifoso in più!

Matteo


ROAD TO 2015
Eccomi qui!! Il 2014 ciclistico ormai è agli sgoccioli e

Eccomi qui!!

Il 2014 ciclistico ormai è agli sgoccioli e la stagione 2015 per me è già iniziata con preparazione a secco, corsa a piedi, mtb, uscite di fondo con la bici da strada e, come ormai da tradizione, qualche gara di ciclocross.

Ma andiamo con ordine. Molti di voi mi hanno chiesto: “Quando inizi la preparazione per il 2015? Che fai in questo periodo morto senza gare?”

Sono tutte curiosità che meritano una risposta.

Come tutti i ciclisti, una volta finiti i miei impegni agonistici me ne sono andato in vacanza con Claudia per una settimana. Quest’anno abbiamo scelto come meta la Sicilia, puntando a una vacanza ”itinerante” per scoprire luoghi diversi e vedere il più possibile di questa nostra bellissima isola! Geograficamente ci siamo mantenuti a cavallo tra le province di Trapani e Palermo, cambiando hotel, spiaggia e ristorante tutti i giorni, per poter veramente vedere e assaggiare tutto ciò che si poteva.

Un bellissimo break per ricaricare le batterie fisiche e mentali in vista della preparazione per il 2015.

Ed ora la risposta alla domanda più frequente: “Quando inizia la preparazione?”

Per me quest’anno la preparazione è iniziata già a metà ottobre, non in bicicletta su strada ma facendo altri sport come corsa, nuoto e mtb tra le mie montagne. La bici da strada è rimasta in garage per un lungo periodo. Penso di non averla nemmeno usata fino ai primi giorni di novembre.
Da li in poi è ripartita la preparazione su strada iniziando con piccoli giretti di poco più di due ore fino ad arrivare al primo ritiro della squadra ad Oliva, in Spagna, dove, dopo aver dedicato del tempo alle foto ed alle riunioni con i ds, staff e management, abbiamo iniziato un bel blocco di allenamenti per incrementare il fondo ed essere pronti a “stressare” il fisico con qualche lavoro specifico.

Ora, tra Natale e Capodanno mi sono cimentato anche nel ciclocross nelle gare del Trofeo Triveneto di San Fior e Scorzè. Mi fa sempre immenso piacere tornare a gareggiare sui prati, ritrovare tutti gli amici con cui correvo quando per me il ciclocross rappresentava la mia seconda parte di stagione ed inoltre fare un buonissimo allenamento divertendomi e facendo una disciplina che mi è sempre piaciuta.

Aprendo una parentesi proprio sul ciclocross (che come avrete capito mi sta molto a cuore) devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dal numero di partecipanti al via di ogni categoria (in particolare in quelle giovanili), dal pubblico che è diventato più numeroso e dalla grande quantità di bambini che si sono avvicinati a questo sport. Se il ciclocross deve ripartire in Italia penso che un primo traguardo lo si sia raggiunto: c’è partecipazione. Questo significa: tanti ragazzini e società coinvolte, un bacino di atleti dal quale, se gestiti bene,  potranno uscire i nuovi Pontoni e Bramati, (non Davide, il mio DS, ma suo cugino Luca :) ), che porteranno a loro volta, grazie alle loro vittorie, ancora più interesse , partecipazione e sponsor (perché ricordiamoci che senza sponsor che coprono la parte economica non si può ne’ correre ne’ organizzare nulla).

Adesso ancora qualche giorno a casa e poi dal 4 di gennaio sarò ancora in ritiro con la squadra, sempre in Spagna, questa volta a Calpe.

Il 2015 si avvicina e il lavoro da fare per fare una bella stagione è ancora molto!
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi che mi seguite un fantastico 2015 ricco di gioia e soddisfazioni!

Matteo


IL FINALE DI QUESTO TOUR DE FRANCE
Stasera la famiglia dell’Omega Pharma – Quick Step farà una

Stasera la famiglia dell’Omega Pharma – Quick Step farà una festa, dove saranno presenti anche le nostre mogli e le nostre fidanzate. Un’ultima esplosione di energia necessaria! Dopo più di quattro settimane insieme, se si include il periodo di allenamento, la squadra diventa la tua famiglia viaggiante. Si condivide una stanza con un altro ragazzo e si condivide un tavolo con otto-nove compagni di squadra. E’ naturale che ci si unisca. Naturalmente ci sono anche momenti di silenzio. Non è che non si abbia niente da dire, anzi, ma ogni tanto sei così dannatamente stanco che non hai tanta voglia di parlare. Ci sono stati un paio di giorni in questo Tour dove non appena sono entrato nella mia stanza, sono crollato sul letto. Il mio compagno di stanza Alessandro Petacchi ha fatto abbastanza grandi Giri per sapere che non ero scortese ma solo esausto.

E’ un operazione massiccia correre per una squadra di ciclismo al Tour, così una cena e una festa sono il modo migliore per sottolineare l’esperienza fatta, salutare le persone e inoltrarsi verso il futuro.

Il finale di questo Tour è stato diverso rispetto al 2013. Probabilmente a causa della collocazione delle tappe di montagna nella parte finale del Tour. Lo scorso anno abbiamo avuto una breve tappa di montagna al penultimo giorno a Annecy-Semnoz, il che significava che noi velocisti e passisti dovevamo rimanere super concertati per riuscire ad arrivare entro il tempo massimo. Quest’anno, la stessa cosa è successa in occasione della 18° tappa a Hautacam.

Non che il Tour fosse terminato del tutto. In realtà la mia ultima opportunità di fare qualcosa in questa Grande Boucle era la tappa di Bergerec un paio di giorni fa, ma avrei dovuto seguire la ruota di Ramunas Navardauskas, quando ha attaccato e vinto. Ma hey, forse il gruppo avrebbe dato la stessa libertà se i corridori in fuga fossero stati due… Chi lo sa? Quando quella tappa è finita, la mia mente era già balzata alle future opportunità in altre gare. E’ strano pensare alla prossima corsa quando si è ancora in competizione al Tour,  ma questa è la natura del cervello di un corridore – che pensa sempre alla prossima occasione.

Non mi mancherà  il Tour. Beh, non per ora almeno. E’ la stessa cosa che capita con le Classiche: ci si prepara e ci si allena in Primavera, preparando la corsa sul pavé di Arenberg o sul Koppenberg o qualsiasi altra cosa, ma quando poi l’hai disputata sei strizzato. Una volta che sono finite non si vuole pensare o parlare di esse fino al febbraio 2015 quando il ciclo ricomincia. Per un grande Tour è esattamente lo stesso.

E questo è tutto per il Tour di quest’anno. Il ciclismo non si ferma però. Domani (lunedì) correrò un criterium mentre a metà agosto sarò alla partenza dell’ Eneco Tour. Mi piacciono molto i criterium. Ne ho fatti un paio lo scorso anno e sono buoni per la mia carriera. Acquisisco un po’ di notorietà, guadagno bene e mi aiutano a “ricaricare” le gambe.

 

– Procycling Diary -


LA GRANDE NOVITA’ E L’ULTIMA SETTIMANA DI TOUR
Beh, la mia grande novità è avvenuta lontano dalle corse

Beh, la mia grande novità è avvenuta lontano dalle corse e la notizia che la mia ragazza è incinta è diventata pubblica. Naturalmente è stato bello ricevere i complimenti dei miei compagni… è stata un’altra cosa da festeggiare.

Abbiamo mantenuto la notizia per noi il più possibile, ma adesso era il momento giusto per farlo sapere alla gente. Non ci sono parole per descrivere quanto sono felice, naturalmente, ma un’altra cosa che mi ha colpito è la tranquillità con cui vivo questa cosa. Devo essere cresciuto.

Tornando alla gara, è bello vedere Vincenzo Nibali, il mio connazionale, che sta facendo molto bene in classifica generale ed è sulle prime pagine dei giornali. Noi italiani soffriamo di un compresso di inferiorità a volte. Guardiamo cosa fanno gli altri Paesi e diciamo a noi stessi che lo fanno meglio di noi italiani. Come in tutto lo sport, anche nel ciclismo questo aspetto è particolarmente grave. Questa cosa credo succeda quando si hanno grandi risultati e poi lentamente le vittorie diminuiscono. Noi non abbiamo vinto una grande classica per anni e non abbiamo un vincitore del Tour de France dal 1998, questo è demoralizzante a volte. Vincere quindi quattro tappe, come avvenuto fino adesso in questo Tour è un passo avanti, dobbiamo infatti tornare al 2003 per avere un’edizione in cui abbiamo vinto un maggior numero di tappe. Adoro questa sensazione e spero che Nibali riesca a portare la maglia gialla fino a Parigi, sarà fantastico. La cosa che mi auguro più di tutte però è che questo serva a rinvigorire l’interesse tra i ragazzi e a farli entusiasmare in sella alle loro biciclette. Questo sarebbe il miglior risultato, quindi auguro tutta la fortuna del mondo a Vincenzo.

Sto superando bene le difficoltà del Tour. Non ho corso molti grandi giri ma onestamente penso che questo sia parecchio tosto. Alcuni giorni, guardando la mappa si potrebbe coglierla come una buona opportunità per recuperare un po’ di energie, ma quando si arriva sulla strada è esattamente l’opposto.

Se qualcuno pensa che le montagne inizino sulle Alpi, stanno avendo una delusione. Andando verso la tappa di Chamrousse, direi che questa è la quinta tappa di montagna e credo che il resto del gruppo sia d’accordo. Le Vosges erano veramente dure. Su, giù, su giù tutto il giorno. L’unica cosa che so è che stanno arrivando le Alpi e avrò un grande conto da pagare.

Neanche il tempo ha aiutato. E’ strano: pensavo che questo fosse il Tour, ma piove più che al Giro d’Italia. Un paio di ragazzi del gruppo si sono ammalati e posso capirli: immaginate 200 ragazzi magri e pronti per l’estate, hanno invece corso come fosse Primavera. Magari è solo un colpo di tosse o un raffreddore ma non sarei sorpreso se  qualcuno abbandonasse la corsa nell’ultima settimana a causa di questi malanni.

Eppure c’è abbondanza nell’Omega Pharma – Quick-Step per guardare avanti. Michael Kwiatkowski per le tappe vallonate e Tony Martin per la  prova contro il tempo. Molto dipenderà anche da come l’Astana controllerà la corsa. Fino a questo momento non hanno lasciato molto spazio alle fughe e questo non ci favorisce, ma non si può mai sapere dove possono nascere delle opportunità.

 

– Procycling Diary –