Matteo Trentin
Matteo Trentin

IL FINALE DI QUESTO TOUR DE FRANCE

Stasera la famiglia dell’Omega Pharma – Quick Step farà una festa, dove saranno presenti anche le nostre mogli e le nostre fidanzate. Un’ultima esplosione di energia necessaria! Dopo più di quattro settimane insieme, se si include il periodo di allenamento, la squadra diventa la tua famiglia viaggiante. Si condivide una stanza con un altro ragazzo e si condivide un tavolo con otto-nove compagni di squadra. E’ naturale che ci si unisca. Naturalmente ci sono anche momenti di silenzio. Non è che non si abbia niente da dire, anzi, ma ogni tanto sei così dannatamente stanco che non hai tanta voglia di parlare. Ci sono stati un paio di giorni in questo Tour dove non appena sono entrato nella mia stanza, sono crollato sul letto. Il mio compagno di stanza Alessandro Petacchi ha fatto abbastanza grandi Giri per sapere che non ero scortese ma solo esausto.

E’ un operazione massiccia correre per una squadra di ciclismo al Tour, così una cena e una festa sono il modo migliore per sottolineare l’esperienza fatta, salutare le persone e inoltrarsi verso il futuro.

Il finale di questo Tour è stato diverso rispetto al 2013. Probabilmente a causa della collocazione delle tappe di montagna nella parte finale del Tour. Lo scorso anno abbiamo avuto una breve tappa di montagna al penultimo giorno a Annecy-Semnoz, il che significava che noi velocisti e passisti dovevamo rimanere super concertati per riuscire ad arrivare entro il tempo massimo. Quest’anno, la stessa cosa è successa in occasione della 18° tappa a Hautacam.

Non che il Tour fosse terminato del tutto. In realtà la mia ultima opportunità di fare qualcosa in questa Grande Boucle era la tappa di Bergerec un paio di giorni fa, ma avrei dovuto seguire la ruota di Ramunas Navardauskas, quando ha attaccato e vinto. Ma hey, forse il gruppo avrebbe dato la stessa libertà se i corridori in fuga fossero stati due… Chi lo sa? Quando quella tappa è finita, la mia mente era già balzata alle future opportunità in altre gare. E’ strano pensare alla prossima corsa quando si è ancora in competizione al Tour,  ma questa è la natura del cervello di un corridore – che pensa sempre alla prossima occasione.

Non mi mancherà  il Tour. Beh, non per ora almeno. E’ la stessa cosa che capita con le Classiche: ci si prepara e ci si allena in Primavera, preparando la corsa sul pavé di Arenberg o sul Koppenberg o qualsiasi altra cosa, ma quando poi l’hai disputata sei strizzato. Una volta che sono finite non si vuole pensare o parlare di esse fino al febbraio 2015 quando il ciclo ricomincia. Per un grande Tour è esattamente lo stesso.

E questo è tutto per il Tour di quest’anno. Il ciclismo non si ferma però. Domani (lunedì) correrò un criterium mentre a metà agosto sarò alla partenza dell’ Eneco Tour. Mi piacciono molto i criterium. Ne ho fatti un paio lo scorso anno e sono buoni per la mia carriera. Acquisisco un po’ di notorietà, guadagno bene e mi aiutano a “ricaricare” le gambe.

 

– Procycling Diary -